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giovedì 25 ottobre 2012

Io mi svezzo da sola: riflessioni ed evoluzioni


Il nostro svezzamento continua. Dopo un mese di assaggi e pappe ecco le nostre riflessioni in merito all'autosvezzamento. Credo che questa modalità sia perfetta come approccio generale al cibo, al cibo che c'è in tavola. Assaggiare tutto, maneggiare tutto: è un ottimo principio e uno stimolo per i genitori a portare in tavola solo prodotti sani. Ma alimentarsi è un'altra cosa. 

Alimentarsi significa avere cura nella scelta e nella preparazione dei cibi, a seconda delle nostre esigenze. L'alimentazione di un neonato ha determinate esigenze. E' vero che un neonato può e, secondo me, deve assaggiare tutto, ma è anche vero che se vogliamo proporre un pasto al nostro cucciolo, be' non possiamo  limitarci a qualche assaggio dal piatto di mamma e papà. 

L'alimentazione per me è cura. Cura di sé. Cura nella scelta degli alimenti, nella loro combinazione e preparazione. Credo che questa attenzione vada riportata anche nella proposta alimentare che facciamo ai nostri pargoli, a fianco del latte di mamma che continua a essere l'alimento principale e amato. Tritare la mia pasta al sugo o il mio farro integrale con verdure non rappresenta secondo me la giusta via verso l'alimentazione complementare. E' importante sapere ciò di cui un bimbo ha bisogno, ma anche ciò di cui non ha bisogno o addirittura può causare problemi. Troppo integrale o troppe verdure per esempio, apportano una quantità di fibre che non è tollerata da un piccolo corpicino di lattante e causa molto spesso stipsi o disordine intestinale (ne abbiamo le prove!!...) La fibra è assente nel latte materno: ecco un semplice indicatore che però dice molto. 

Questa ad ora è la nostra esperienza: Emma è sempre libera di assaggiare e manipolare il cibo che c'è in tavola. Io le propongo la pappa che attualmente consiste in brodo di verdure, cereale (farina di riso, farina di mais, quinoa...), olio extravergine e a volte legume (per ora lenticchie decorticate) oppure a volte parmigiano. Mela cotta a merenda, se le va. E latte, tanto tanto latte.

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martedì 2 ottobre 2012

Io mi svezzo da sola



Ci sono moltissime recensioni sul web dell'illuminante libro del pediatra Lucio Piermarini, Io mi svezzo da solo. In questo libro Piermarini offre a genitori e operatori un messaggio molto semplice: lasciate fare ai bambini, date loro fiducia, tutti imparano a mangiare, tutti. 

Tutti abbiamo imparato a camminare e a parlare, e a nessuno è mai venuto in mente di dire: "hai 9 mesi, da oggi basta gattonare, si cammina!" oppure "hai 15 mesi, da oggi in poi dovrai parlare!", ma semplicemente ognuno di noi, attraverso un processo naturale e personalissimo, ha acquisito gradualmente queste abilità e le ha fatte proprie. 

Ecco la proposta illuminante di Piermarini: lasciare che i bambini siano liberi di sperimentare e di gestire il passaggio dall'alimentazione al seno all'alimentazione libera. Così come abbiamo allattato a richiesta, così offriremo un'alimentazione complementare a richiesta,  dando ai nostri bambini ciò che c'è nel nostro piatto. 

Bella scoperta! Sono certa che per millenni l'uomo abbia 'svezzato' in questo modo i suoi cuccioli. Infatti sono recentissimi l'introduzione e l'abuso degli alimenti speciali per l'infanzia, dalla metà del secolo scorso circa in poi. 
Ma prima come avveniva il passaggio all'alimentazione libera? Sicuramente attraverso piccoli assaggi sempre più consistenti delle pietanze presenti in tavola, in aggiunta ovviamente al seno di mamma. 

Certo offrire ciò che c'è in tavola ci pone una bella responsabilità: è sana ed equilibrata la nostra alimentazione? L'inizio dello svezzamento diventa quindi una buona occasione per rivedere il nostro stile di vita a tavola e nel caso in cui non lo fosse già, per indirizzarci verso un'alimentazione il più naturale, sana ed equilibrata possibile.

Tra la teoria e la pratica di tutti i giorni c'è una certa discrepanza, per cui personalmente sto operando in due modi. Emma è sempre a tavola con noi all'ora dei pasti e quasi sempre assaggia ciò che stiamo mangiando noi, ovviamente schiacciato con la forchetta o ridotto in minuscoli pezzettini. Se invece in tavola c'è qualcosa che proprio non è proponibile, preparo un pasto ad hoc per lei e congelo ciò che avanza in piccole porzioni (bicchierini da liquore) per l'occorrenza. 

Ecco in ordine sparso ciò che Emma ha semplicemente assaggiato o decisamente mangiato fin'ora:
zucchine, carote, riso e pappa di riso (ottenuta facendo cuocere a lungo il riso), zucca, passato di verdura mista, brodo di zuppa di legumi, taralli, piselli, lenticchie, mela, pesca, melone, cetriolo, cipolla, fico, albicocca.

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